Vita? (?)
Filed under: qualcuno ha detto, meglio di me
“Prima di preoccuparsi
se un sistema satellitare
stia controllando la nostra vita
bisogna essere sicuri di averne una.”
Roberto Ballerini
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“Prima di preoccuparsi
se un sistema satellitare
stia controllando la nostra vita
bisogna essere sicuri di averne una.”
Roberto Ballerini
Filed under: incontri
Spesso gli incontri sono mancati, ma non sempre, e capita,
a volte, di aprire la posta prima di andare a dormire
e di scoprire che qualche filo invisibile si è intrecciato.
Questa è di Vlad, che, nei momenti migliori,
mi ha sempre raccontato favole bellissime.
***
“Tra le erbette fiorite umide della pioggia meteorica di queste giornate, spiccavano per la loro estraneita’ un’iguana ed una cinciatriste. La cinciatriste mando’ a dire all’iguana di controllare il suo ricettacolo elettrovirtuale, ma l’iguana sconsolata non sapeva che dire mentre rimirava attonita il nulla. Forse che la cinciatriste l’avesse presa per un’altra? Sconsolata, provo’ a gettare un ultimo sasso nello stagno, e il sasso si dissolse tra i mille coccodrilli con le pale ritorte : Ritenta il salmenelecco! Urlavano i coccodrilli alla cinciatriste eccitati dalla dissoluzione dei bit nell’etere.”
Filed under: Libri
George Orwell,
Una boccata d’aria,
Londra, 1939
George Bowling, assicuratore, quarantacinque anni, moglie, due figli e una casa da pagare a rate in un sobborgo di Londra, ha un giorno di festa dal lavoro per andare a ritirare la dentiera nuova. La prima.
È il 1938 e in Inghilterra si comincia a respirare l’odore di una guerra imminente e inevitabile.
George Bowling sa cosa vuol dire la guerra, ne ha passata già una, fortunatamente quasi indenne, dimenticato dalla burocrazia militare in un luogo sperduto della Cornovaglia.
Gorge Bowling non è un tipo particolarmente riflessivo, ma quel giorno di libertà e l’atmosfera che si respira in città, di sospensione, di minaccia incombente, di irrazionale incoscienza, lo portano a riflettere. Read the rest of this entry »
Filed under: parole al vento
genova che non c’è per le strade,
che ti lascia sola, la notte coi tuoi pensieri, che si snodano tra le pieghe tortuose delle case, tra l’acciotolato sconnesso.
e allora esci
e rifletti
pietra dopo pietra. Read the rest of this entry »
Filed under: strocche
…QUANDO IL GIOCO SI FA DURO,
I GATTI COMINCIANO A FARE LE FUSA…
Mi ha preso lo smalto, mi ha perso il ragnetto
nasconde le cose per farmi dispetto.
Se alzi la voce lei va nel cestino
le giri le spalle e combina un casino.
Rimugino assorta tra pentole e piatti,
di là c’è trambusto, rumore di gatti.
Rimugino e penso che quella canaglia
mi ha pure distrutto le sedie di paglia
Schiarisco la voce, adesso mi sente!
lei è lì nel cassetto che fa finta di niente,
mi guarda e capisce che sono furiosa
mi calma in un attimo facendo le fusa.
Filed under: Libri
Sergio Ghirardi
Lettera aperta ai sopravvissuti.
Dall’economia della catastrofe alla società del dono.
Nautilus, Torino, 2007
Appunti sparsi per due presentazioni.
Filed under: parole al vento
C’era gente che è partita pacifica e che s’è incazzata, chi ha sfogato la rabbia accumulata, chi si è scoperto nemico di questo mondo, chi ha visto criticare le merci e non ha avuto niente da ridire che l’inganno venisse smascherato. Chi era vestito di nero e chi aveva la maglia della squadra di calcio. C’erano i pacifisti, le tute bianche, i cobas, rifondazione, c’erano i trotzkisti, i curdi, i genovesi, gli italiani e gli stranieri. C’erano i militanti e i cani sciolti. Read the rest of this entry »
Filed under: derive
Filed under: le ricette dell'oziosa
Procuratevi una giornata d’inverno, possibilmente con un po’ di vento freddo, di quello che s’infila dispettoso dentro i cappotti, fa lacrimare gli occhi e gelare la punta delle dita (che voi vi ostinate ad esporre alle intemperie pur di fumarvi una sigaretta).
Se ce l’avete, chiamate un amico che sta in campagna ed è disponibile a condividere con voi le delizie del suo orto.
Altrimenti andate dal verduraio a vedere cosa offre il vil mercato. Read the rest of this entry »
Filed under: varie ed eventuali
Anzi, a dirla tutta, non solo non lavoro ma me ne vado a zonzo…anche se qualcuno potrà pensare che era meglio se andavo al mare, io qui ci sono nata e…tutto sommato, in questo mondo di cemento armato e alienazione , la sua bruttezza post-industriale mi sembra più sincera di altre ‘bellezze’ post-moderne.